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18 febbraio 2017

Questa cosa

Questa cosa degli incontri speciali era ancora piuttosto speciale. La voce, i gesti e poi quello strano momento in cui ci si fermava, come ammaliati, per ascoltare. Avremmo potuto persino definirlo dialogo, senza alcuna remora. Uno dopo l’altro, uno insieme all’altro, in modo quasi naturale.
Non era mica come nei messaggi vocali!
La vita, intendo.


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13 gennaio 2017

Il dorso

Una delle azioni che contraddistinguono tutto il nostro percorso di vita è controllare quante pagine mancano alla fine di un libro. Si tratta di un movimento senza tempo, furtivo e quasi compulsivo, che facciamo richiudendo un libro, per pochi istanti, e osservandone il dorso per verificare a quale punto siamo della lettura. Raramente è guidato dalla noia, anzi. Molto spesso è la brama della storia che ci porta a controllarne l’evoluzione temporale. E forse è anche la sensazione molto terrena di uscire dalla trama, anche solo per pochi istanti. Come a ricordarci, con istinto protettivo: è “solo” una splendida storia. Oppure: rallenta, altrimenti la magia svanirà prima del previsto.
Un tempo pensavo che questo movimento, distratto, quasi infantile, fosse da correggere perché troppo ossessivo, figlio di un controllo che pretendevo di avere sulle emozioni e sulle cose. Ma in quel tempo cercavo di correggermi in continuazione. Ero troppo grande, da piccolo.


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9 agosto 2016

Consigliato da Alessio

C’è scritto consigliato da Alessio. Su un bollino rosso, circolare, uno di quelli che non vedevo l’ora di staccare dalla copertina del libro ancor prima di sceglierlo e recarmi alla cassa. Invece ad Alessio dovrei voler proprio del bene. Perché nessuno l’ha costretto ad arrivare in libreria, quella mattina, e decidere di mettere il bollino rosso circolare del consigliato da Alessio su questo libro. E ora che l’ho terminato, e me lo tengo ancora tra le mani con quell’egoismo nostalgico di chi non si priva facilmente di una storia, vorrei dirglielo, abbracciarlo, chiedergli qualche consiglio in più. Magari non di soli bollini rossi sui libri è piena la sua dispensa di saggezza. Magari sa tutto di quasi tutto e avrebbe fatto un sacco di errori in meno, al posto mio, Alessio.
Sono a Krk e continua a non esserci spazio per le vocali: la gente è spigolosa, i bambini cupi e nei loro giochi d’acqua sembra quasi inesplorato il sottobosco delle bugie a fin di bene.
Ma mica me l’ha consigliato Alessio, di venire qui.


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5 agosto 2016

Quando ti rilassi

Quando ti rilassi, che non succede proprio spesso di pensare di essere rilassati, ti vengono in mente pensieri da scrivere, idee, rivoluzioni silenziose da annotare che ti sembra impossibile non avere nulla sottomano da scrivere e poi ti ricordi che in realtà sei rilassato e dopotutto è normale essere in ferie ogni tanto, potrebbe essere persino un tuo diritto, e quindi puoi anche concederti il lusso di non avere pensieri. Così finisce che ti rilassi e sei in ferie e non hai nulla da scrivere ed allora temi che i pensieri non tornino e forse non sei più nemmeno tanto rilassato, così, d’improvviso. Ma poi capisci che le cose le sai gestire, te lo ripeti da tempo che le cose ora le sai gestire, e così ti rilassi, e quando ti rilassi, e sei in ferie, e ti vengono in mente idee, pensieri da scrivere, e ti sale una cosa dentro, bella come un’onda che affronti sapendo di non bere troppa acqua, e allora inizi a scrivere e sorridi. Sì, quando ti rilassi, e sei in ferie, lavori proprio da dio.


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2 marzo 2016

Inserisci qui il titolo

In tempi non sospetti avevo iniziato a diffidare del finto altruismo dell’uva passa. E ora, che la bella stagione era alle porte, mi tormentavo su come avrebbe reagito, la bella stagione, di fronte a queste fredde porte scorrevoli. E poi, la bella stagione, sarebbe stata veramente così bella?
Insomma, di dubbi era costellato il mio primo mercoledì di marzo. Dubbi futili, ricchi di sodio, belli dentro. Come noi e la nostra infinita gara delle gocce sul vetro.


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10 gennaio 2016

Ho rallentato

Ho rallentato, ogni tanto.
Nelle ultime quindici pagine di un libro.
Nei trenta secondi prima di un saluto definitivo.
Se avessi potuto dirtelo in modo debole e sincero, te lo avrei chiesto così: rallentiamo insieme, ancora un po’.

 

 


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18 agosto 2014

I bambini stupidi

Come si diventa stupidi?
Esistono i bambini stupidi?
Oppure c’è un terzo giovedì di ottobre, quando abbiamo otto anni e mezzo, in cui sbagliamo qualcosa di particolarmente rilevante? Potrebbe succedere a colazione.
Questo pensavo, mentre riprendevo confidenza con la luce delle sette di sera.
Ti avevo promesso di iniziare a scrivere del latte di soia, di riso e di come mi abbia francamente stupito che si possa chiamare latte quello che latte, in fondo, non è.
Lo stesso capita con l’amore e con certe traiettorie a giro che finiscono proprio sotto l’incrocio dei pali.


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1 agosto 2014

Di conseguenza

Un uomo era andato a dormire che era credente, si era svegliato che era ateo.
Per fortuna, nella stanza di quest’uomo c’era una bilancia medica decimale, e quest’uomo era abituato a pesarsi tutti i giorni, mattino e sera. Così, andando a dormire il giorno prima, l’uomo si era pesato e aveva scoperto che pesava 4 pud e 21 funt. E il giorno dopo al mattino, dopo essersi svegliato che era ateo, l’uomo si era pesato ancora e aveva scoperto che pesava in tutto 4 pud e 13 funt.
«Di conseguenza», aveva pensato l’uomo, «la mia fede pesava intorno agli 8 funt».

 

Daniil Charms, “Disastri”, Ed. Einaudi (ma leggete anche quella Adelphi).


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12 giugno 2014

Sorriso

E ora, come lo descrivi il sorriso?
Il sorriso è un gigantesco squalo fuori servizio: un Presidente dell’Iran buono, una torta riuscita.
Un abbraccio che non risparmia secondi.
Il sorriso è il citofono del postino che suona una volta, ma una volta molto lunga, così lunga da sembrare eterna.
La sua fidanzata, al di là della porta, è corsa da lui per chiedere perdono con in mano una mappa del mondo accartocciata.
Come andrà a finire?
Il sorriso è solo cugino della risata: diffida sempre da chi ti dice che sono fratelli. Ma sul fatto che si vogliano un gran bene, beh almeno su quello, siamo allineati.
Alcuni sorrisi sono amari, altri hanno i denti così stretti da non far passare nemmeno la speranza. Il sorriso al curry è piuttosto audace ma te ne parlerò dopo perché ora inizia il corso di flauto magico.
Siate gelosi di tutti i sorrisi: e fate attenzione al quaderno in cui li archivierete!
Io mi trovo piuttosto bene con gli anelli.


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23 aprile 2014

Peccato!

Oggi ti parlerò di peccato, ma non come vizio capitale o qualsivoglia atto in contrasto con la tua coscienza.
Oggi ti parlerò di peccato!, come esclamazione, come treno perso e come piccolo tassello dei rimpianti.
Peccato è una parola dolcissima, perché è terribilmente educata: verso l’occasione perduta e nei confronti degli sforzi adoperati per inseguirla. Peccato! è così poco muscolosa che se ne sta perdendo traccia e un giorno ci diranno che un satellite Cinese ha trovato un peccato in un lago sperduto del Canada e tutti saremo sorpresi perché ogni tanto persino gli sbadigli sembrano degli oh di meraviglia.
Comunque mi è passata la voglia e non so se te ne parlerò più.


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15 febbraio 2014

Sulle mani

Le mie mani hanno imparato a scivolare da piccole. La vita è stata per loro un piano inclinato naturale. Le ricordo trovare conforto sulla gamba destra dei pantaloni prima di un incontro piuttosto importante. Le mani sanno misurare l’importanza degli incontri perchè parlano direttamente con i battiti del cuore. E’ un rapporto privilegiato, fatto di favori reciproci. Appartenenti ad un’altra vita, ma non per questo meno intensi. Le mani hanno tradito una certa timidezza nelle prime e nelle ultime uscite, allenando la predisposizione a mostrarsi toniche. Hanno letto quasi tutti i gobbi del buoncostume per indossare la divisa dalla parte corretta. Esercitata la giusta pressione, poi sono rientrate a casa, con la serenità di un esercizio di algebra corretto, piegato e messo nello zaino. Erano più libere quando potevano scivolare. Le mani mancine sono sbagliate, sono bagnate e hanno bisogno di essere educate un po’ di più.


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8 febbraio 2014

Una valigia di libri

Soprattutto ora che ritroveremo frammenti quotidiani di luce. Inizieranno a mancarmi tutti i miei libri, quelli che hanno bisogno di me, e io di loro. Non potrò più raccontare d’essere in viaggio solo per qualche settimana. Mi farò spedire da mia madre una valigia di libri. Andrò all’aeroporto a prenderli con un cartello, pieno di nomi, e d’emozione. Come si fa ricercando gli abbracci impacciati delle persone care. Riavrò daniil, samuel, viktor, paolo. Insieme, sul letto della primavera. Chissà se hanno la minima idea di questa umidità.


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4 febbraio 2014

Ipotenusa

Continuate a costruire quadrati sull’ipotenusa. A complicarvi la vita, senza bagnarvi la testa, tutto il giorno in salita. Tutto il giorno a fare glutei.


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Questa cosa
Il dorso
L’allegato
Consigliato da Alessio
Quando ti rilassi
Inserisci qui il titolo
Ho rallentato
Non vendibile singolarmente
Domani smette
Assoluta-mente
I bambini stupidi
Di conseguenza
Sorriso
Peccato!
Il vigile
Io lo so già
Sulle mani
Lettera nona
Una valigia di libri
Oggi
Malgrado te.
Ipotenusa
Facile